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19 marzo 2009

FOLLIA GRAFICA 120: Silkepil!!!

Ho commentato molto questa cosa ma voglio ribadirla ancora: Watchmen è un capolavoro che unisce una trama abbordabile ad un dinamismo e una resa eccellenti.
Senza stare a dilungarmi troppo su una trama che era già conosciuta prima però dirò solo una cosa:

io inizio a detestare il pubblico italiano.

Infatti questi film vengono sempre etichettati dalle persone ignoranti che, magari visto uno "spiderman", pensano di sapere tutto su quello che vedono solo andando a fare paragoni a "cazzo di cane" (espressione quanto mai azzeccata per l'ambito).
Parlo di quelle persone che liquidano uno "Watchmen" o perchè non lo capiscono, perchè ci sono poche tette e poche scazzottate o semplicemente perchè pensano di conoscerlo e quindi sono "superiori" intellettualmente a chi - povero sceneggiatore fancazzista - gli ha proposto il "solito polpettone supereoistico americanista".

Cazzate. Punto.

La gente oggi ha troppe informazioni quindi spara a zero su tutto: "io quello l'ho già visto", "immagino la trama" "so come va a finire", " non mi piace il genere".
Clichè ripetuti fino alla nausea da pubblici che premiano i film polpettoni all'italiana, la comicità trash postmoderna e le cazzate trendy che spesso il cinema ci sbatte in faccia senza nessun rispetto per il nostro intelletto.
E aggiungo che seguendo questa ondata di rincoglionimento collettivo non si fa altro che peggiorare , senza dubbio o fallo alcuno nel ragionamento, la società e tutto ciò che la compone.
Per me un film come Watchmen è semplicemente la dimostrazione che, nel momento in cui dovremmo evolverci e aumentare la nostra sete di conoscenza, semplicemente ci adagiamo sugli agi culturali e massmediatici dei nostri tempi credendo di essere tutto, di sapere tutto, di poter parlare di tutto.

Io dal canto mio, non liquiderei in due parole nemmeno il lavoro del garzone della pizza...gli altri facciano come gli pare!



 


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7 marzo 2006

STEFANO BENNI A FUMETTI?

Capitaine PatchworkAFNEWS 1/3/2006

Dopo il lancio di Detective Dante, la nuova serie monografica firmata da Bartoli e Recchioni, il nuovo corso dell’Eura editoriale prosegue con un ospite illustre: Stefano Benni. Sul numero 9 e 10 di Skorpio...

Il resto dell'articolo su http://www.afnews.info

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7 marzo 2006

CHARLIE HEBDO CAVALCA IL "CASO MAOMETTO"

Che la faccenda delle caricature sia stata solo un bieco pretesto per scatenare i fondamentalisti secondo uno schema strategico (di cui ignoriamo vere motivazioni e veri guidatori), sembra essere ipotesi molto accreditata. In effetti situazioni analoghe ci sono state nel recente passato e non hanno scatenato alcuna "guerra totale", fermandosi al livello delle minacce (fisiche, peraltro). E' il caso del controverso settimanale satirico e polemico francese Charlie Hebdo (che ha ospitato importanti firme della satira disegnata, tra cui Cabu, Reiser, Gébé, Vuillemin, Wolinski ecc. e sul quale potete leggere una dettagliata scheda su Wikipedia) che aveva già affrontato temi delicati e la figura di Maometto nel 2002, ricevendone minacce di morte (si veda l'articolo di Patrick Albray su ActuaBD dell'epoca con le vignette di allora). Sempre Charlie aveva pubblicato, con commenti ad hoc, tutte le vignette danesi poco tempo fa, innalzando le vendite (che clickhanno una media di 140.000 copie) a 560.000 copie, con una richiesta di sequestro della rivista abortita solo per vizio di forma (potete vedere qui le pagine di quel numero contenenti anche numerosi commenti aggiuntivi disegnati dagli autori del settimanale). Ora il nostro lettore Pasquale Russo ci segnala che Charlie Hebdo torna sull'argomento col numero appena uscito in edicola, con "Il manifesto dei dodici contro il nuovo totalitarismo", documento firmato fra gli altri da Salman Rushdie e Taslima Nasreen, e che inizia con la frase "Dopo aver vinto il fascismo, il nazismo e lo stalinismo, il mondo affronta una nuova minaccia globale di tipo totalitario: l'islamismo". Nell'editoriale del direttore, Philippe Val, si punta inoltre il faro sulla "recrudescenza dell'antisemitismo e della nuova barbarie in Francia". Indipendentemente da come la si pensi su tutta questa faccenda, sembra proprio, come disse forse Beppe Grillo, che siano i comici a occuparsi delle cose serie. Con quali risultati è difficile prevederlo. Facile previsione invece sarebbe dire che ci saranno una nuova richiesta di sequestro e nuove minacce di morte.

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7 marzo 2006

ORA TOCCA ALLA APPLE COMPRARSI LA DISNEY?

trailer pageSu afNews ne abbiamo parlato decisamente per tempo, anche prima che avesse luogo la sceneggiata per cui la Disney "comprava" la Pixar di Steve Jobs... Ora la "voce" circola sui principali quotidiani e le agenzie: Steve Jobs (numero uno della Apple e grande azionista) che, a seguito della manovra di cui sopra, è ora il principale azionista individuale della Disney, potrebbe far comprare lui la Disney dalla Apple e mixare così un colosso dell'informatica e della multimedialità (iPod etc. docet) col colosso (troppo spesso in difficoltà) dell'intrattenimento cine/tv (e non solo) per famiglie (dotato di un bel pacchetto di video etc. pronto per l'uso, magari via iPod et similia). Sviluppi interessanti in vista?

Print itManda/Send via eMailMartedì, 28/2/2006 - Autore: afnews (se non altrimenti indicato)
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27 febbraio 2006

SERGIO TOPPI: QUANDO I VINTI SCRISSERO LA STORIA

zoom inRiceviamo: Nella cupa foresta di Teutoburgo (nella odierna Germania), il 9 d.C. tre legioni romane furono trucidate dai Cheruschi di Arminio. Da quel momento, i Romani non estesero più oro domini oltre il confine Renano. La storia fu in quel momento scritta dai vinti. I due personaggi, un romano ed un barbaro cherusco, narrano, sotto forma di diario per l'uno e di epico ricordo per l'altro, tale episodio zoom instorico. La storia altro non diventa che la metafora della tragedia della guerra di dominazione, quella guerra che a distanza di centinaia di anni, evolutasi nella maniera in cui viene praticata, comunque sinonimo di "fine di un mondo". Dalla maestria del tratto del grande Sergio Toppi, su soggetto e testi redatti, curati e raccolti da Angelo Nencetti (testi in parte originali dell'autore ed in parte tratti da letteratura nordica), nascono le 13 tavole di illustrazioni, raccolte in uno splendido portfolio, della storia "QUANDO I VINTI SCRISSERO LA STORIA - TEUTOBURGO, 9 D.C." La tiratura del portfolio limitata a sole 150 copie numerate e firmate dagli autori, prezzo cd. 120 euro. Per informazioni sui negozi in Italia ed all'estero dove poter prenotare/acquistare il portfolio: ANGELO NENCETTI - LUCCA telefono: 335.6104505, email: angeon@aruba.it.

Print itManda/Send via eMailLunedì, 27/2/2006 - Autore: afnews (se non altrimenti indicato)
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27 febbraio 2006

FUMETTI: ISLAM E PAURA

 

Jack Palmer : L'affaire du voileSe un giorno ci troveremo in una guerra mondiale a causa (apparente) di qualche disegno, sarà solo la prova della stupidità umana. Gli scarafaggi rideranno di noi e ci faranno le caricature postume. Nel frattempo, mentre sembra essere apprezzato anche dai musulmani (non mi riferisco certo ai fanatici manovrati da chissà chi) l'ultimo albo di Petillon (del quale abbiamo già parlato), è invece costato il licenziamento del capo redattore il raccontino in cinque tavole del finlandese Ville Ranta. Racconto tutt'altro che blasfemo, intendiamoci, secondo quanto riportato da Didier Pasamonik su ActuaBD, che tuttavia si è scontrato con la fifa blu dei proprietari della rivista che lo ha pubblicato. Ne trovate dei frammenti su ActuaBD.

(c) Ville Ranta "L’affaire des caricatures danoises continue à faire des ravages. Cette fois, c’est la revue finlandaise Kaltio qui a licencié son rédacteur en chef à la suite de la publication dans ses pages d’une bande dessinée sur Mahomet dessinée par le dessinateur finlandais Ville Ranta, un auteur récemment invité à Angoulême et publié en France par Dargaud..." Full article: ActuaBD.

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25 febbraio 2006

DISNEY: ROSSO O NERO?

clickDisney: fascista per Marc Eliot (che nella sua biografia lo descrive come "principe nero"), addirittura invece "di sinistra" per Mariuccia Ciotta (che cerca di conciliare la propria personale ammirazione e l'ovvio amore della figlia di Disney per il padre, con episodi che sembrerebbero dare altra impressione). Semplicemente "liberal", secondo Disney stesso. O forse un Berlusconi ante litteram, secondo quanto sembrano suggerire Gregorio Paolini e Luca Raffaelli in una loro discussione riportata nella nuova edizione de Le Anime Disegnate - il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi e oltre, edito stavolta da Minumum Fax e decisamente arricchito non solo per le immagini, quanto proprio per gli aggiornamenti e gli approfondimenti. Del bel libro di Raffaelli, da cui abbiamo ricavato quanto sopra, abbiamo parlato più volte e forse ci torneremo su ancora. Non è solo una piacevole lettura sul mondo dell'animazione cinematografica e televisiva. E' anche uno strumento utile per cercare di far capire tra loro genitori e figli, educatori e allievi, adulti e bambini. Ogni generazione ha avuto i propri eroi, maledetti dai genitori di turno. Possibile che non si possa spezzare questo cerchio eterno? Per Raffaelli si può e ci prova in un po' più di 260 pagine. Come nello sconfinato mondo del fumetto, nel cartone animato si trova di tutto. Che non è solo "roba per bambini" (detto stupidamente in senso spregiativo, come se, poi, la roba per bambini non dovesse essere, semmai, quella migliore: cribbio, è per i nostri figli, no?) dovremmo averlo capito noi, ma dal televisore non arriva questo messaggio, di solito, anzi... Per la cronaca, in quella idiota gara di attribuzione destra-sinistra che affligge regolarmente qualunque discussione (mentre intelligenza vorrebbe che si discutesse caso mai per stabilire, ad esempio, cosa è bello e cosa non vale una cicca, cosa funziona e cosa no, cosa fa star bene e cosa fa star male ecc.), anche il saggio di Raffaelli è stato accusato di essere fascista e comunista, di destra e di sinistra (berlusconiano, no, per ora, almeno). Allora un consiglio: per una volta, leggetelo con la vostra testa e con il vostro cuore, e non con la tessera di partito in mano, ok? Vale la pena.

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25 febbraio 2006

SPIDERMAN A LUTTO?

E chi se l’aspettava?! Quando manca ancora più di un anno al lancio della pellicola, sul sito ufficiale del film “Spider-man 3, Sony Pictures presenta la prima immagine dell’Uomo Ragno che indossa una tuta nera! [Michele Marchitto]

 

 Spider-Man Is Wearing A Black Suit!

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16 febbraio 2006

LIBERTA' DI ESPRESSIONE ALL'INFERNO? INTERVIENE GESU'!!


Muhammad Cartoons Updates in the BlogMentre la questione delle vignette danesi (e non solo) e della libertà di espressione prosegue anche sul binario sbagliato (quello della stupida violenza), si moltiplicano all'infinito gli interventi sul piano delle parole e delle immagini. Come abbiamo segnalato Cagle ha un forum dedicato a questo per i cartoonist interessati, ma stavolta torniamo sull'argomento per segnalare una curiosità: a margine dell'articolo di Berger sul Seattle Weekly (che parte dallo striscione londinese dei manifestanti con su scritto "Libertà di espressione: vai all'inferno!", che è tutto un programma, per commentare il Vaticano, il cui intervento a favore di un "diritto speciale" di immunità dalla satira per le religioni è conseguentemente e logicamente bollato come "nemico della libertà"), c'è un intervento animato di Mark Fiore. Particolarmente interessante, a parte il contenuto in sé, è proprio l'uso del cartone animato (in Flash) per far intervenire Gesù Cristo su questo tema.

 "To me, the Muslim protester's sign at a London rally in a picture in the Financial Times says it all: "Freedom of expression go to HELL!!" Those are fighting words. The problem with religious fundamentalism isn't what it believes for itself, but that it seeks to impose its beliefs on everyone else. Nothing has brought this into starker relief than the widespread and growing global stink over a batch of cartoons published in Denmark " Full article SeattleWeekly.




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16 febbraio 2006

UN FUMETTO SUL MOBBING

click SILF/SLC/CGIL segnala: Il mobbing è terribile. Se non sapete di cosa si tratta forse non vivete nel mondo del lavoro... Ma l'ispettore del lavoro svizzero Hermogène TOÏHEN sa benissimo cosa vuol dire, giacché è al suo ufficio che arrivano le crescenti denunce. Tanto da aver deciso di farne un albo a fumetti per far conoscere al pubblico le misure del problema. Tutti i dettagli sono le sito ufficiale dell'albo: www.mobbingenpoudres.com. Ci trovate anche alcune pagine in visione, le schede degli autori Hermogène TOÏHEN e Alexandre ALGARVIO ecc.

 A comic book about the mobbing. Learn all about it at www.mobbingenpoudres.com.




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